Sistema di garanzia dei depositi ex D.Lgs. 30 del 15/02/2016 art. 3 – Informazioni da fornire ai depositanti

In data 9 marzo 2016 è entrato in vigore il decreto n. 30 del 15/02/2016, in recepimento della direttiva 2014/49/UE (Deposit Guarantee Scheme Directive – DGSD).

Il Decreto innova la disciplina esistente per quanto riguarda i fondi di garanzia dei depositi sotto il profilo sia sostanziale che di trasparenza verso la Clientela. Tra i principali contenuti, il Decreto ridefinisce il perimetro dei depositi ammessi ed esclusi dalla garanzia e i termini di rimborso, ed impone alle banche nuovi specifici obblighi di informativa da fornire ai depositanti.

Le banche del Gruppo UBI Banca aderiscono al Fondo interbancario di tutela dei depositi (consultabile sul sito www.fitd.it). Tale Fondo provvede autonomamente al rimborso alla clientela dei crediti che possono essere fatti valere nei confronti della banca nel caso in cui essa sia assoggettata alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, relativamente ai fondi acquisiti dalla banca con obbligo di restituzione, sotto forma di depositi o sotto altra forma (ad esempio, libretti[1], conti correnti, ecc.), all'emissione di assegni circolari e agli altri titoli di credito ad essi assimilabili

Il rimborso è limitato ad euro 100.000 (euro centomila) per ciascun depositante[2].

Sono esclusi dal rimborso:
• i depositi effettuati in nome e per conto proprio da banche, enti finanziari (come definiti dall'articolo 4, paragrafo 1, punto 26), del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013), imprese di investimento, imprese di assicurazione, imprese di riassicurazione, organismi di investimento collettivo del risparmio, fondi pensione, nonché enti pubblici;
• i fondi propri (come definiti dall'articolo 4, paragrafo 1, punto 118), del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo o del Consiglio del 26 giugno 2013);
• i depositi derivanti da transazioni in relazione alle quali sia intervenuta una condanna definitiva per i reati previsti dagli articoli 648-bis (riciclaggio) e 648-ter (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita) del codice penale, resta fermo quanto previsto dall'articolo 648-quater del codice penale (confisca);
• i depositi i cui titolari, al momento dell'avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa, non risultano identificati ai sensi della disciplina in materia di antiriciclaggio;
• le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, pagherò cambiari e operazioni in titoli.

Il limite di 100.000 euro per depositante non si applica, nei nove mesi successivi al loro accredito o al momento in cui divengono disponibili, ai depositi di persone fisiche aventi ad oggetto importi derivanti da:
• operazioni relative al trasferimento o alla costituzione di diritti reali su unità immobiliari adibite ad abitazione;
• divorzio, pensionamento, scioglimento del rapporto di lavoro, invalidità o morte;
• il pagamento di prestazioni assicurative, di risarcimenti o di indennizzi in relazione a danni per fatti considerati dalla legge come reati contro la persona o per ingiusta detenzione.

Per ulteriori informazioni, nella sezione Trasparenza del proprio sito internet, ogni Banca del Gruppo UBI mette a disposizione il Modulo Standard per le informazione da fornire ai depositanti.


[1] Nel precedente quadro normativo erano esclusi i libretti di risparmio al portatore.
[2] Ai fini del calcolo del limite di 100.000 euro:
a) i depositi presso un conto di cui due o più soggetti sono titolari come partecipanti di un ente senza personalità giuridica sono trattati come se fossero effettuati da un unico depositante;
b) se più soggetti hanno pieno diritto sulle somme depositate su un conto (conti cointestati), a ciascun depositante si applica il limite di legge per intero;
c) si tiene conto della compensazione di eventuali debiti del depositante nei confronti della banca, se esigibili alla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, nella misura in cui la compensazione è possibile a norma delle disposizioni di legge o di previsioni contrattuali applicabili.


 

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